La gestione dei rischi climatici in mano alle assicurazioni private

↖ Traversara (RA), Italia (2025). Angelo Ravagli, membro del comitato “Traversara in Fiore”, che dopo l’alluvione del settembre 2024 ha avviato una raccolta fondi per sostenere le attività danneggiate.
↑ Traversara (RA), Italia (2025). Molte abitazioni portano ancora i segni dei gravi danni causati dall’alluvione del settembre 2024. Quelle situate nella zona rossa restano completamente inagibili.
© Anna Toniolo

 

Con l’aumento della frequenza e dell’intensità delle catastrofi legate alla crisi climatica, il costo dei danni diventa sempre più difficile da sostenere per governi e comunità colpite. In Italia e in Grecia, le istituzioni spingono sempre più cittadinə e imprese verso le assicurazioni private. Ma le polizze diventano più costose per le abitazioni private e le compagnie sempre meno disponibili a coprire le aree più esposte, rendendo l’accesso alla protezione sempre più difficile.

Nel 2023 e nel 2024, gravi alluvioni hanno colpito entrambi i Paesi, provocando vittime e ingenti danni economici. Dopo questi eventi, i governi hanno introdotto nuove norme che rendono obbligatoria l’assicurazione contro i disastri naturali per le imprese, insieme a incentivi per estenderla anche ai privati. Nelle regioni più colpite, come l’Emilia-Romagna, la gestione dei disastri passa sempre più spesso dalle assicurazioni, a volte per obbligo, altre per necessità, mentre i risarcimenti pubblici restano lenti o insufficienti.

In teoria, questo modello promette una gestione più prevedibile dei danni e una distribuzione più ampia del rischio. Nella pratica, però, l’aumento degli eventi estremi rende il sistema più fragile: le compagnie diventano più selettive, i prezzi aumentano e sempre più persone restano escluse dalla copertura assicurativa. Quando la gestione del rischio climatico viene affidata quasi esclusivamente al mercato, la protezione tende a seguire la logica della redditività più che quella della solidarietà, lasciando scoperte proprio le comunità più esposte e vulnerabili.

 

↖ Nuvoleto (FC), Italia (2025). Resti delle frane visibili lungo la strada che collega Linaro a Nuvoleto, borgo immerso tra le colline del comune di Mercato Saraceno, causate dalle intense piogge del maggio 2023.
↑ Nuvoleto (FC), Italia (2025). Marco Censi mostra una mappa in cui sono evidenziate in arancione le frane causate dagli eventi meteorologici estremi del maggio 2023.
© Anna Toniolo

 

Il team

Pierluigi Bizzini • giornalista, FADA Collective

Corina Petridi • giornalista, Solomon

Anna Toniolo • giornalista, FADA Collective

 

Come è nata l’inchiesta

L’inchiesta nasce dalla collaborazione tra FADA Collective e Solomon, redazione indipendente greca di giornalismo d’inchiesta. Nel corso di conversazioni e scambi informali è emerso un punto di partenza condiviso: in Grecia come in Italia si sono verificati eventi alluvionali gravi, con danni economici significativi nelle aree colpite, mentre un numero crescente di persone ha iniziato a rivolgersi alle assicurazioni private come forma di protezione.

Da queste osservazioni è nata una domanda comune: in che modo lo Stato sta progressivamente delegando ai privati la gestione della compensazione dei danni legati agli eventi climatici estremi, in un contesto in cui l’intervento pubblico appare frammentato e incapace di offrire risposte strutturate?

Da qui la decisione di lavorare insieme. Anna Toniolo e Pierluigi Bizzini si sono recatə in Emilia-Romagna per svolgere lavoro sul campo, raccogliendo testimonianze e cercando di ricomporre un quadro complesso fatto di responsabilità, meccanismi di compensazione e processi di ricostruzione.

Ciò che è emerso è uno scollamento significativo tra l’esperienza vissuta dalle persone e la percezione delle istituzioni, spesso descritte come distanti o assenti. In questo spazio si inseriscono sempre più le assicurazioni private, che diventano parte integrante - e allo stesso tempo problematica - della gestione delle conseguenze degli eventi climatici estremi.

 

↖ Traversara (RA), Italia (2025). Sulla parete del bar “Dante”, colpito dall’alluvione del settembre 2024, sono ancora visibili i segni lasciati dall’acqua.
↑ Sant’Agata sul Santerno (RA), Italia (2025). Alcune abitazioni abbandonate dopo l’alluvione del maggio 2023 conservano ancora il segno del livello raggiunto dal fango, a distanza di oltre due anni.
↓ Sant’Agata sul Santerno (RA), Italia (2025). L’azienda IRFA è stata sommersa dal fango nell’alluvione del maggio 2023. Uno dei magazzini, dove erano stoccate 5.000 box di alimenti surgelati, è ancora fuori uso.
© Anna Toniolo

 

Dove si legge, guarda o ascolta

Green European Journal, 20 novembre 2025

↗ Boosted By Floods: Private Insurance in the Climate Emergency

 

 

Chi ci ha sostenutə

Journalismfund Europe, 2025

 

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